Ho i miei dubbi sulla tesi che la Corea del Nord possa essere considerato "soggetto debole". Non è così.
Certo, dal punto di vista militare non c'è partita: un eventuale conflitto fra Pyongyang e Seoul vedrebbe l'intervento degli Stati Uniti e si risolverebbe in brevissimo tempo con la quasi totale distruzione delle sue forze armate in termini di operatività e con la cancellazione dalla faccia della terra delle sue infrastrutture: nella risposta militare sarebbe infatti assolutamente necessario dare al fattore tempo la massima priorità, per evitare che i nordcoreani possano lanciare attacchi terroristici contro il sud, specialmente la capitale Seoul utilizzando artiglieria, missili e reparti speciali di sabotatori, e magari servendosi di ordigni nucleari, batteriologici o chimici. Non dimentichiamo che è ormai accertato che i nordcoreani dispongono di questi tipi di armi di distruzione di massa.
E' però opinione di tutti gli analisti strategici che questa sarebbe una vittoria di Pirro, perché vi è la ragionevole certezza che i nordcoreani riuscirebbero comunque a provocare danni gravissimi alla Corea del Sud prima di cedere. E non si esclude nemmeno la possibilità che possano colpire anche il Giappone con missili a medio raggio.
Quindi il Caro Leader, pazzo scatenato che sia oppure no, di fatto tiene sotto scacco Seoul, Tokyo e Washington. E non è cosa da poco.
Altro punto a favore del Caro Leader è quello economico/demografico: come ho già sottolineato, la Corea del Nord non potrebbe non perdere un eventuale confronto militare. Tuttavia, lo scenario del "dopo" comporterebbe problemi forse peggiori delle eventuali distruzioni provocate al sud dalle armi chimiche o atomiche. Non solo l'economia della Corea del Nord, ma tutto il suo sistema sociale attualmente fondato sulla dittatura militare, crollerebbe immediatamente e lascerebbe alla fame più di 20 milioni di nordcoreani, creando un problema umanitario di portata mai vista in precedenza: inevitabilmente, i profughi si riverserebbero nelle nazioni confinanti (Cina e Corea del Sud) in una marea virtualmente inarrestabile, e questo provocherebbe un vero e proprio disastro nelle economie di questi due paesi, con conseguenze a livello mondiale che possiamo solo immaginare.
E allora, premesso tutto questo, e anche se gli Stati Uniti fossero effettivamente interessati a disfare il pianeta dalla ingombrante presenza del Caro Leader, vi sono tre nazioni diplomaticamente decisissime a impedire a ogni costo tutto questo, e sono Corea del Sud, Cina e Giappone. E "a ogni costo" in questo caso vuol dire che sono dispostissime ad allargare i cordoni della borsa verso le solite, ricorrenti e sempre maggiori richieste che Pyongyang mette in atto sia per via diplomatica sia a colpi di cannone.
Non mi pare quindi che la Corea del Nord si trovi in una situazione di debolezza.
Nessun commento:
Posta un commento