mercoledì 23 ottobre 2013

Il sindachesso "Renzie" dixit...

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/10/23/renzi-vs-m5s-sono-150-vanno-sul-tetto-e-costano-3-milioni-di-euro-al-mese/250425/


Nel giorno in cui a Parma vi sarebbero tutti gli estremi per rivolgere la nostra occhiuta attenzione a quello che di non molto chiaro (a dir poco) sta combinando la maggioranza pentastellata e il sindaco Pizzarotti in tema di politica urbanistica, il "nuovo che avanza" made in Florence conferma di essere alquanto distratto e invece di affondare il coltello nel fianco alquanto scoperto dell'amministrazione emiliana se ne esce con un serioso pistolotto talmente qualunquistico e privo di sostanza da esser degno delle migliori supercazzole di tognazziana memoria.
"innanzitutto credo che bisogna ritornare a parlare di cose concrete agli italiani"
Insomma, il bue che dice cornuto all'asino. Secondo l'acuta visione politica del sublime Renzie, i parlamentari del M5S sono poco produttivi e anzi, si divertono a starsene sui tetti: più che un branco di fannulloni, quindi, questa pare la fotografia di un'allegra scolaresca in gita premio. Una scolaresca di 150 persone, mica micio micio bau bau. Una scolaresca, continua imperterrito il sublime Renzie, che - ci fa sapere - viene a costare alla collettività qualcosa come 3 milioni di euro al mese.

Ora, già il fatto di imputare proprio alla pattuglia parlamentare del M5S (cioè a quelli che sin dal loro ingresso in Parlamento si sono battuti più ferocemente contro il finanziamento pubblico ai partiti e che si sono autodecurtati gli emolumenti destinando centinaia di migliaia di euro di surplus ai terremotati dell'Emilia) i costi della politica dimostra ipso facto che colui che si avventura in questo sentiero è un coglione che non sa quello che dice oppure è un mentitore che invece sa benissimo quello che dice. E francamente, noi italiani di coglioni e di mentitori assortiti ne avremmo un tantinello abbastanza. Abbiamo già dato, caro Renzie. E s'intende, stiamo ancora continuando a dare, attesocché - tanto per fare un esempio - la pattuglia parlamentare del PD è ben più corposa di quella del M5S, e i piddì(menoell)ini lo stipendio non ci hanno nemmeno pensato di straforo a decurtarselo. Chiamali fessi. Mica micio micio bau bau!

Ma lasciamo perdere la tragicomica querelle del sindachesso di Firenze sugli emolumenti dei parlamentari M5S, una roba che vista dalla parte di un qualsiasi ipotetico simpatizzante del M5S non fa nemmeno incazzare, al massimo provoca una fuggevole risata di compatimento, e concentriamoci sulla questione di fondo, ovvero l'accusa di improduttività politica nei confronti del M5S.

Straordinario. Apocalittico. Esoterico, direi. Standing ovation, poffarbacco!

Cioè, chiariamo le cose: questo rilievo proviene dal possibile (e forse addirittura probabile) prossimo segretario del Partito Democratico, cioè quel partito che "per fare le cose concrete" ha buttato via una campagna elettorale che aveva iniziato da posizioni di larghissimo consenso elettorale, poi ha buttato via la possibilità di creare una linea di intesa politica proprio con il M5S su alcune questioni molto precise (fra cui proprio la rinuncia ai finanziamenti) proposte da Beppe Grillo, poi ha buttato via la possibilità di eleggere un uomo di grande valore come Stefano Rodotà alla carica di presidente della Repubblica, poi ha buttato via anche la possibilità di eleggere al Quirinale un nemico giurato di Silvio Berlusconi, ovvero Romano Prodi, e infine ha buttato via quel poco che restava della propria dignità e della propria credibilità partecipando a un inciucio di proporzioni galattiche proprio con il partito politico che TUTTI gli elettori del PD non avrebbero mai e poi mai voluto come compagno di viaggio nel governo del paese.

Insomma, il PD è uscito come un vero rottame politico dalle elezioni dello scorso febbraio, e Renzi fa la morale al M5S e lo accusa di improduttività? ma lo sa, il sindachesso di Firenze, che il M5S è all'opposizione e che, grazie alla sciagurata decisione di inciuciare pubblicamente con il PdL, è proprio il Partito Democratico ad avere la barra del timone in mano senza poter peraltro battere nemmeno un ciglio senza l'assenso del branco di cialtroni con cui si è alleato?

Caro Renzie, guarda che qui non siamo nel mondo dorato di Happy Days. I nostri days non sono affatto happy.

Vamos.

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